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I Lupi serrano i ranghi: come trovare i semi della vittoria futura nella recente sconfitta

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Dic
15

Dopo un felice inizio che pareva promettere bene, sono riemerse purtroppo nell’ultimo periodo le croniche limitazioni del reggimento: un organico sulla carta numeroso, ma che in pratica alle volte non arriva alla decina; una rimarchevole dipendenza dai veterani, senza i quali, sia perché assenti o comunque non in forma, è molto difficile competere con i reggimenti più forti; una tendenza a demoralizzarsi dopo che i primi round sono persi, con conseguente calo di concentrazione abissale e disastro completo (una specie di sindrome da Caporetto insomma). Le ultime line contro il 2Lhr (per 8-2) ed il 14pk (per 9-1) hanno messo in luce tutti questi punti deboli.

Tuttavia, questi due scontri sono stati anche motivo e occasione di una sorta di riforma del reggimento, che auspichiamo possa portare migliori risultati. Più che di una riforma bisognerebbe parlare di una successione di alcuni cambiamenti all’interno dei Lupi, gli ultimi dei quali non entreranno in vigore fino a gennaio del prossimo anno. Tuttavia nel loro insieme si può dire che essi costituiscano una vera e propria riorganizzazione interna del reggimento. Così come i francesi dopo la guerra dei Sette anni misero in discussione il proprio apparato militare con l’introduzione dell’ordine misto che trovò sì felice applicazione nelle tattiche del Bonaparte e così come i Prussiani dopo le guerre napoleoniche riformarono il loro esercito trasformandolo in una formidabile macchina da guerra che schiantò una dopo l’altra Danimarca, Austria e Francia, similmente i cambiamenti messi in atto dallo stato maggiore della Decima Divisione Lupi vogliono cogliere l’insegnamento dalle sconfitte e metterlo in atto con novità che diano nuovo slancio alla Divisione.

Questa riorganizzazione consta di tre parti. La prima riguarda l’utilizzo per il prossimo futuro di una nuova classe di cavalleria: quella pesante, o dei corazzieri. Dotati di cavalli più pesanti e robusti nonché di pettorina in acciaio, i corazzieri possono subire molti più danni degli ussari e continuare a combattere con la loro temibile spada lunga. Nonostante ciò, anch’essi hanno i loro punti deboli, principalmente la lentezza ed una certa goffaggine nei movimenti che li rendono particolarmente vulnerabili contro ussari agili e veloci nel cambio di mano (una tecnica che consiste nel cambiare direzione d’attacco per sorprendere il nemico). Dopo un paio di allenamenti preparatori, il primo utilizzo sul campo dei corazzieri è stato sicuramente buono: il 10th JBH contro cui pareggiammo 5-5 poco più di un mese fa è stato ora battuto per 7-3 senza grossi problemi. La seconda parte riguarda la sistematizzazione del formato dell’allenamento che sarà meno improvvisato e più coerente, specialmente in riferimento ai due aspetti che il corpo ufficiali  intende migliorare in misura maggiore: il gioco di squadra e la difesa tattica. La terza parte, in vigore da gennaio, riguarda l’introduzione di una sistema di “onorificenze” (termine da prendere con le pinze, dato che la cosa non è stata ancora definita nei particolari) che vuole sia stimolare l’impegno e la concentrazione in battaglia che rendere le promozioni più trasparenti e lineari.

Con queste ed altre novità vogliamo ridare slancio alla cavalleria e fare in modo che l’attività del nuovo anno sia ancora più divertente e appagante. Buon Natale a tutti e ‘Caricaaa…!!!

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