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Il mito del Rank 1: le mie riflessioni

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Set
12

Questo articolo contiene le riflessioni personali dell’autore e non del portale. Potete non essere d’accordo, potete esserlo o potete trovarvi d’accordo solo in alcune parti. Lo scopo è quello di stimolare una discussione costruttiva ed uno scambio di opinioni in maniera educata. Flame ed insulti non saranno tollerati, siate maturi!

Premetto che molti di voi forse si sentiranno toccati nel profondo leggendo queste righe: non me ne vogliate, è un discorso generico e io voglio solo capire se sono fuori dal mondo o se la cosa sta iniziando a sfuggire di mano.

Ogni giorno, tra facebook, forum vari e con gli stessi giocatori, sento numerose lamentele riguardo il sistema di ranking, di come il giocatore X è certamente più forte rispetto al suo rank attuale e meriterebbe di stare nel rank 1, di come ci sia la corsa a tutti i costi al rank 1, di come Blizzard complotti per non promuovere le persone, di come si sia pronti per entrare nel mondo competitivo che conta.

Ed il fenomeno è davvero grave: perché ci sono persone che non giocano più una ranked una volta ottenuto il rank 1 per paura di perdere l’MMR. Oppure, persone che non si parlano più perché dopo aver giocato con un’amico e aver perso, si è stati declassati al rank 2. Ancora, ci sono persone che non avendo il rank 1, si sentono talmente inferiori da non chiedere a quelli di rank più alto gruppo per giocare assieme. Sembra una patologia del nuovo millennio!

Ma perché è cosi importante il rank 1?

Con il sistema attuale, in cui solo 2 giocatori possono mettersi in coda per la hero league, il fattore random è molto più elevato rispetto a prima. In un gioco in cui l’individualità non ha senso, trovarsi più di metà team di perfetti sconosciuti è un fattore che sicuramente incide sul gioco di squadra. Puoi giocare una partita perfetta, ma se gli altri della tua squadra non fanno altrettanto, sei destinato a perdere. Questa è la legge che vige a tutti i rank. Considerando che poi il sistema MMR non è ancora perfetto e si può venire matchati con (e contro)  persone molto più forti o molto più deboli, alcuni patemi non hanno proprio senso.

In un sistema di questo tipo, regnato dal caso, ottenere il rank 1 è ancora nella mentalità di tutti il modo per dire “io sono più forte di te”.

Il sistema di ranking non è altro che un mezzo per tenere le persone incollate al gioco. Il nostro cervello si assuefa facilmente al piacere di tipo gratificazionale, basta una piccola promozione per cancellare giorni e giorni di umore nero, nervosismo o litigi, in cui le sconfitte si erano accumulate. Ed i giocatori sono alla continua ricerca di questo piacere, pur breve che sia, dimenticandosi forse che la causa dell’essere un dito nel c*lo, come dice vostra madre o la vostra ragazza, è determinata proprio dal gioco stesso e dalla frustrazione nel non raggiungimento dell’agognato rank. Semplice biologia.

Per non parlare di quanto viene utilizzata in maniera impropria la parola “competitivo”. Già, tutti vogliono giocare competitivo. Tutti vogliono andare a fare i tornei, tutti pronti per i mondiali. Tutti fanno un team di 5, vincono le team league grazie al “poco” perfetto sistema del matchmaking, e sono pronti ad andare a giocare contro i fnatic.

Peccato che si iscrivono alla prima coppetta italiana, le prendono, si danno la colpa a vicenda, ed il team si scioglie. Ed è ovvio che succede questo: la colpa non può essere di chi ha il massimo grado, sarà stato sicuramente quel dannato rank 3. In team c’era quel rank 20, è stato un suicidio, dovevamo saperlo. Peggio dell’ebola. Il cataclisma avviene quando tutti sono rank 1 e si perde: data l’impossibilità dell’evento che va contro le leggi della natura, i cinque giocatori implodono e disinstallano. Sto esagerando, è vero, ma anche qui un po di verità c’è.

Eppure, se sei un esperto del genere, se hai una squadra con un buon affiatamento, se conosci le basi delle mappe e delle meccaniche, su Heroes of the Storm puoi ottenere grandi cose.

Il rank non vuol dire nulla?

Guardiamo l’ultimo torneo estivo su ESL, la Nvidia Cup: un team mal preparato per loro stessa ammissione, ma con le caratteristiche di sopra, è arrivato tranquillamente al secondo posto, dando anche del filo da torcere al primo team italiano. Nello stesso torneo, i primi 4 team classificati erano tutti fatti da rank 1, eppure il dislivello di abilità era abissale, così come altri team con tutti rank 1, non sono riusciti ad arrivare alle fasi finali.

L’abilità di un giocatore è nelle mani e nella testa, non nel rank. Penso che un gioco come Heroes sia molto più divertente di altri dello stesso genere, ma la corsa ad uno stupido rank lo stia rovinando. O meglio, stia rovinando l’esperienza dei giocatori, che rincorrono un grado e si fanno un fegato enorme per nulla. E la dimostrazione sta nel fatto che agli ultimi tornei italiani, la partecipazione è scesa a zero. Nessun team iscritto. Proprio perché vi è troppa paura del fallimento piuttosto che la voglia di giocarsela. Troppa paura di essere il capro espiatorio o di aver investito tante energie in nulla.

Se il miglior giocatore del mondo si creasse un secondo account con rank 50, sarebbe ancora il miglior giocatore del mondo o il primo dei nabbi?
All’uscita di Heroes of the Storm, League of Legends è stato inizialmente bistrattato, perché un giocatore poteva effettivamente “carriarti” il game, ovvero trascinare l’intero team alla vittoria da solo. In un team game, lasciare che un’unico giocatore vinca per tutti, non ha senso. Tuttavia…se la community non è pronta per il gioco di squadra, un gioco che premia l’individualità avrà più successo, no? Se so di essere forte, più degli altri, in League of Legends posso dimostrarlo, in Heroes of the Storm no.

Bada che non voglio fare nessuna pubblicità occulta. Questo è come la penso io, ed in merito sono totalmente aperto a cambiare idea. Anzi, vi esorto a farmi cambiare idea, spiegandomi perché è così importante il rank 1, perché è così importante avere una scritta che dica quanto, in maniera molto orientativa, siete forti singolarmente, considerando che si tratta di un team game.

Ad Heroes ultimamente gioco con molta discontinuità, perché sono un drogato di Starcraft II. Se ci sono i compagni di clan faccio rapide, se sono da solo faccio Hero League (anche perché non si può fare più diversamente ora come ora) cercando di divertirmi il più possibile.

Su Starcraft non si è mai soddisfatti!

Forse il motivo per la quale penso che il rank non valga nulla, è perché anche su Starcraft, gioco estremamente difficile ed assolutamente individuale, il rank conta relativamente poco.

Il massimo grado, Gran Master, conta 200 persone per macroregione (e non il 2% come su Heroes, che possono essere centinaia di migliaia). Nonostate i GM siano i top giocatori, anche li esistono quelli che nel gergo vengono definiti “noname”, ovvero giocatori che non hanno ottenuto risultati sulla scena competitiva, come la partecipazione ai tornei maggiori. Pensate che brutto essere tra i migliori giocatori al mondo secondo il gioco, ma non valere nulla a livello competitivo!

Prima di dedicarmi a Starcraft, ho giocato a tantissimi moba, tra cui Dota, Dota2, LoL e HoN per molti anni, ed effettivamente quello più divertente per me rimane Heroes.

Concludendo, vorrei spronare TUTTI i giocatori, a lasciar perdere la corsa al grado e a divertirsi giocando con i propri compagni. Se si perde tanto piuttosto che vincere, la vostra abilità non cambierà se effettivamente siete buoni giocatori. Non vi cadono due falangi ad ogni rank che perdete ma piuttosto imparerete ad accettare le sconfitte e magari, a non buttare tutto all’aria quando coppe e tornei vanno male.

 

 

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